21 # Parole di distruzione di massa

Parole. La più effimera tra le armi di distruzione di massa. Perché siamo nati coccolati dalle parole, cresciuti innamorati di parole e abbiamo un dolce debito per i linguaggi umani. Così qualcuno ne approfitta ignobilmente. Favole. Ci hanno indicato il bene e il male fin da piccoli e ci piace ancora sognare di isole che non ci sono. Ma qualcuno racconta solo fantastiche bugie. Storie. Per addomesticare l'universo ai capricci dei satrapi della democrazia. Prostituendo il senso delle parole perché non sia più chiaro il progetto di conquista degli incappucciati. Leggende. Una dilagante precarizzazione della vita umana voluta all'unisono da una casta di governi e opposizioni. Intercambiabili da destra a sinistra e viceversa: l'unica appartenenza è quella trasversale di casta. Politici qualunquisti al soldo di una combriccola di corporation che si credono dio (evidentemente un business non esclusivo delle chiese). Fantasie. Al circolo della caccia mascherano i delitti di corte con sapienza: ogni furto al bene comune sembra un passo per il progresso dell'umanità intera. Sembra incredibile. Eppure molti diritti umani considerati inalienabili sono già carta straccia. A cominciare dal lavoro, declassato ex lege a favore da elargire ai sudditi più fedeli: lavoro di scambio, a termine come i mandati elettorali. Voti in cambio di lavoro fino al successivo voto. Incubi. Morto un certo comunismo, agonizza pure un certo capitalismo... Eh, ma anche i sogni non sono che belleparole: sarà più utile qualcos'altro?

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