8 # Questo deserto è il mio mare
Purtroppo è un androide e non sa di esserlo: dalla stanza del test VK ci incamminiamo per il viale desolato, fino al suo portone. Lì davanti parliamo a lungo: senza darlo a vedere, ognuno cerca preziose informazioni nelle parole sfuggite all'altro. Posso assicurare che è compito ingrato: tutte quelle chiacchiere stordiscono quel che rimarrebbe dell'anima. Del resto, il conflitto di casta ci vede opposti; eppure nessuno lo direbbe. E infatti, dopo un'ora che sono lì per strada con l'androide a discutere amabilmente, improvvisamente una che avevo notato più volte entrare e uscire dal palazzo, una sconosciuta prende un fiore da un fazzoletto di prato e me lo regala: dice che è importante parlarsi, caspita! Poi sparisce... Mi spiace, quell'umana deve averci scambiato per due morosi o qualcosa del genere. Impassibile l'androide m'informa che quella è una tossica che s'accompagna agli uomini per antico mestiere. E avanti e indietro dal portone qualche volta ci passa pure in barella. Mi spiace, avrei voluto dire qualcosa d'umano, a costo di tradirmi con l'androide. Però la sorpresa mi ha confuso: per un attimo il deserto mi è sembrato un mare... Comunque il fiore lo conservo nel libro con le storie del buon dio.
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